|

Uno dei compiti principali dell’adolescente è
quello di integrare la sessualità e di accettare la fine
della propria infanzia come dimensione sessualmente immatura,
di dipendenza affettiva dai genitori e aperta a possibilità
infinite dell’essere, anche grazie al gioco e alla fantasia.
Ora bisogna invece cominciare a costruire se stessi, la propria
soggettività, e questo passa attraverso l’individuazione
della propria identità sessuale.
Che i genitori lo vogliano o meno, è impossibile non
parlare di sessualità con i propri figli, tanto questo
tema è onnipresente nei discorsi quotidiani e permea
la vita di tutti i giorni.
L’adolescente spesso attraverso discorsi anche indirettamente
legati al sesso si fa un’idea sul modo dei genitori di
vivere la sessualità. Un atteggiamento imbarazzato o
banalizzante non giova all’importanza del tema, che ha
a che fare non tanto con una semplice pratica, ma piuttosto
con ciò che ognuno ha di più intimo sul piano
fisico e psichico.
E’ importante che l’adolescente senta che la sua
intimità è rispettata e che l’educazione
rappresenta un aiuto a gestire una sfera personale che riguarda
l’affettività in senso ampio. Anche porre dei limiti
può servire a garantire la libertà dell’adolescente
di raggiungere la maturità nella sfera sessuale e affettiva
necessaria per vivere al meglio la propria sessualità.
Ma gli adulti a loro volta devono saper rispettare i limiti,
per prima cosa mantenendo saldi i ruoli e le differenze tra
le generazioni.
|
|
|
 |