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L’adolescente con disabilità vive i suoi compiti
evolutivi da una posizione di svantaggio ed anche per i suoi
genitori si pongono nuovi quesiti. Bisogna riconoscere le sue
istanze di crescita, ma tenere conto dei suoi limiti, aiutarlo
a confrontarsi con coetanei che dispongono di maggiore autonomia,
aiutarlo ad affrontare i bisogni affettivi e sessuali.
I gruppi di mutuo aiuto di familiari possono arricchire con
le loro esperienze ed aiutare a far emergere da ognuno le proprie
risposte in una fase particolarmente complessa. Una consulenza
di esperti può inoltre aiutare ad affrontare con maggiore
serenità questi compiti.
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