|

L’affido
in adolescenza rappresenta un’esperienza complessa, ma
può dare ottimi risultati se adeguatamente supportato.
I bisogni di autonomia dell’adolescente però non
sempre si conciliano con le istanze di attaccamento che l’inserimento
in una nuova famiglia, ancorché temporanea, richiede.
Possono essere presenti vissuti di tradimento verso la famiglia
d’origine. In altri casi adolescenti con storie di grande
deprivazione affettiva possono vivere l’affido come un’occasione
di regressione e di recupero affettivo che può risultare
disorientante per la famiglia affidataria.
Gli operatori che hanno disposto l’affido e il gruppo
delle famiglie affidatarie rappresentano validi e indispensabili
riferimenti. |
Il
minore adottato deve affrontare in adolescenza il problema della
costruzione della propria identità con un carico superiore
ai suoi coetanei: deve fare i conti con radici, almeno biologiche,
ignote. Di solito a questa età si fa più urgente
il bisogno di conoscere i propri genitori naturali e soprattutto
di capire le ragioni dell’abbandono.
I genitori adottivi devono far fronte alla sua “doppia
crisi” e possono sentirsi doppiamente messi in discussione.
E’ importante in questi casi potersi confrontare con altri
che hanno vissuto la stessa esperienza e farsi aiutare da operatori
esperti. |
|
|
 |